Guida al posizionamento su Google Maps

Scopri con questa semplice guida come gestire la tua presenza su Google Maps. Ogni azienda con un indirizzo fisico dovrebbe rendersi facilmente rintracciabile, ma purtroppo molte aziende non lo fanno e molte altre lo fanno male.

Le ricerche localizzate stanno aumentando sempre più la loro importanza. Di conseguenza, i motori di ricerca stanno dando sempre maggior rilevanza ai risultati locali, ogni volta che la query al motore di ricerca coinvolge una determinata località.

Chi opera nel settore turistico, ad esempio, si sarà accorto che quasi sempre le SERP sui motori di ricerca includono il Google 7-pack (fino a poche settimane fa era 10-pack, ma recentemente è stato portato a 7 risultati, sia per migliorare la leggibilità dei risultati locali sia per dare spazio al prossimo Local Listing Ads). Se ai local listing aggiungiamo gli annunci AdWords, ecco che i risultati naturali diventano immediatamente risultati poco visibili. Basti pensare che con risoluzione 1024×768, quello che segue è il risultato:

Serp di Google.it per la query “hotel Verona”
Serp di Google.it per la query “hotel Verona”

Ecco perché è importante lavorare per migliorare la visibilità anche nel local listing!

Ma come si fa SEO per le Google Maps? Va detto che la materia non è consolidata come lo è per la classica ottimizzazione dei siti web per le ricerche naturali e, di conseguenza, è maggiormente soggetta a possibili variazioni di algoritmo da parte del motore di ricerca. Ci sono comunque dei fattori ritenuti generalmente molto importanti e non c’è ragione di attendersi particolari rivoluzioni.

Il primo passo da compiere per iniziare una attività SEO sul local listing è quello di rivendicare il luogo, qualora sia già presente su Google Maps (basta cercare l’attività nelle ricerche locali: se l’attività è presente all’interno di Google Maps, basta cliccare sul link “modifica questo luogo”), oppure inserire una nuova scheda dal Google Business Center.

Nel compilare la scheda, è importante seguire alcuni criteri:

  1. il nome dell’azienda o organizzazione deve essere esattamente il nome ufficiale, senza aggiunta di altri termini (parole relative al tipo di attività o alla località). Se inserire più keyword può dare qualche vantaggio iniziale, infatti, va ricordato che usare ulteriori termini rispetto al nome ufficiale dell’azienda/organizzazione è considerata da Google una tecnica di spam, e quindi c’è il concreto rischio di penalizzazioni;
  2. vanno evitate le schede duplicate! Se esiste già una scheda relativa all’azienda, è bene rivendicare questa scheda, per evitare di creare un duplicato. In tutti i database usati da Google Maps per prelevare informazioni relative all’azienda, è bene usare sempre lo stesso nome in modo da evitare che Google consideri le due aziende diverse. Avendo più schede per la stessa attività si rischia infatti di diluire la forza del listing nelle SERP locali;
  3. usare sempre lo stesso indirizzo. Questo elemento è importante quanto il nome stesso dell’attività, dato che l’indirizzo viene usato per identificare univocamente l’azienda;
  4. usare, finché possibile, sempre lo stesso numero di telefono fisso, in modo da confermare la consistenza dei dati geografici;
  5. scegliere le categorie più adatte. È importante sceglierne almeno una tra quelle proposte da Google stesso, e poi può essere accettabile inserire categorie nuove, se descrivono il tipo di attività meglio delle categorie disponibili;
  6. compilare una buona descrizione, accurata, ricca di parole chiave (ma che siano leggibili da un essere umano!). Purtroppo Google non permette ancora la creazione di schede multilingua (anche se questa feature potrebbe arrivare tra non molto tempo), e quindi va deciso se creare una scheda in una sola lingua o se invece usare più lingue all’interno della stessa scheda. Personalmente consiglio di scegliere una sola lingua, a meno che il traffico del vostro listing non sia effettivamente internazionale.

Per quanto riguarda il sito web, è buona norma inserire l’indirizzo (uguale a quello riportato nella scheda del Local Listing). Il footer è la posizione ideale per questo tipo di informazione (e tra l’altro, è probabile che inserendo lì questa informazione la ritroverete in ogni pagina del sito).

L’ultima cosa da fare è relativa alla popolarità dell’azienda. Così come nel SEO normale la popolarità di un sito web è valutata analizzando la quantità e la qualità dei link ricevuti, allo stesso modo nel local SEO la popolarità è valutata analizzando la quantità e la qualità dei riferimenti, ovvero le citazioni, relativi all’azienda. Non più link, quindi, ma nome + indirizzo.

In realtà, è probabile che la solita link popularity possa avere un ruolo nel posizionamento della scheda locale, ma sicuramente ci sono tanti altri fattori in gioco, e diversi tra questi sono più importanti della link popularity.

Ad esempio, la presenza della propria azienda all’interno di alcune fonti (in primis le Pagine Gialle) aiutano molto la visibilità della propria scheda aziendale su Google Maps.

Per trovare le varie fonti usate da Google per valutare il local ranking è sufficiente studiare le SERP d’interesse e guardare dove, per le altre schede, Google ha preso i dati. Vale comunque la pena non sottovalutare fonti minori, qualora diano la possibilità di inserire sia un link al sito web sia l’indirizzo fisico, in modo da rafforzare sia il posizionamento organico sia quello locale.

Tra le informazioni usate da Google ci sono anche le recensioni, prelevate da altri portali oppure inserite dagli utenti direttamente sul local listing: se sicuramente è importante avere un alto numero di recensioni, è altrettanto importante che la maggior parte di queste siano positive. Se anche il rapport tra recensioni e recensioni positive non fosse un fattore usato da Google, certo non vogliamo apparire con la nostra scheda su Google Maps se la maggior parte delle recensioni sono negative.

Anche la creazione di video, magari caricati su Youtube, può aiutare: infatti, con le nuove pagine, Google visualizza anche video, in alcuni casi. Insomma, tra recensioni e video, il Local Business Listing si presenta un po’ come un aggregatore di contenuti. Vale quindi la pena sfruttare alcune strategie di social marketing.

Un altro fattore che Google adotta per valutare le SERP è la distanza dell’azienda dal punto esatto in cui si è compiuta la ricerca. Infatti, tramite dispositivi mobili, è possibile usare Google Maps per trovare attività commerciali in zona. Google, quando si usa Google Maps da cellulare, sa dove ci troviamo, ed usa questa informazione per trovare i risultati per noi più pertinenti. Ma ovviamente sulla posizione fisica dell’azienda non possiamo influire, quindi c’è poco da fare in questo caso per migliorare il posizionamento.

Per riepilogare i punti essenziali di questa breve guida al posizionamento su Google Maps:

  • rivendicare la scheda sul local listing,
  • arricchirla di contenuti,
  • assicurarsi di mantenere dati consistenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *